Animali: sono loro i protagonisti di C’è posto per tutti. Si sono lasciati alle spalle chissà quanti chilometri e giorni, regioni polari, savane, foreste temperate e tropicali, ghiacciai, montagne innevate, deserti, albe, crepuscoli, nottate, per arrivare fin qui, alla bocca dell’arca, per tentare adesso di salvarsi. Vanno verso la catastrofe annunciata, cioè il diluvio universale, in processione laica, non a coppie, come vorrebbe la tradizione, ma a singoli. Hanno l’aria che hanno: un po’ preoccupata, un po’ assonnata, molto concentrata, di nessuno si può dire che sia rassegnato all’apocalisse.
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